Club Scherma Osimo

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La Storia della Scherma

L'ANTICHITÀ

Le più antiche tracce di un utilizzo non esclusivamente bellico della scherma sono state scoperte in alcune iscrizioni, risalenti al 1190 AC, ritrovate presso il tempio di Madinet-Habu (Luxor - Egitto). Queste descrivono un torneo di scherma organizzato dal faraone Ramses III per festeggiare la vittoria sui Libici. Gli "atleti" erano equipaggiati con maschere, protezioni per il corpo ed armi inoffensive, mentre gli incontri erano giudicati da un vero e proprio arbitro, esattamente come avviene ai giorni nostri. È comunque probabile che da tempi ampiamente precedenti esistessero "giochi con le spade" praticati da diverse popolazioni come Cinesi, Ittiti, Assiri e Babilonesi per allenarsi al combattimento.

I Greci furono probabilmente i primi, almeno in Occidente, ad esaltare gli aspetti spettacolari, convenzionali e "cortesi" del confronto atletico ad armi bianche: basti pensare alle emozionanti descrizioni dei numerosi duelli descritti nell'Iliade.Al contrario di quanto si possa pensare però la scherma non era compresa nei Giochi Olimpici antichi: i Giochi comprendevano diversi tipi di combattimento a mani nude (lotta, pugilato, pancrazio), ma nulla di simile alla scherma, lo stesso pentathlon antico (Salto in lungo, Lancio del giavellotto, Corsa, Lancio del disco, Lotta) era molto differente dall'attuale (Equitazione, Corsa campestre, Nuoto, Scherma (spada) e Tiro con la pistola), che non a caso si definisce sempre come I Romani, forse riprendendo una tradizione etrusca, trasformarono l'arte di combattere un un grande show business. Il movimento dei gladiatori, pur esecrabile per la violenza e la cruenza degli incontri, ha avuto il pregio di diffondere le scuole di scherma e farne crescere enormemente l'importanza. Tra l'altro è probabile che la presenza al loro interno di campioni provenienti dalle più disparate regioni abbia avuto una grande funzione sincretizzante degli stili di combattimento.Sicuramente molto importante per l'evoluzione dell'arte del tirare di scherma fu anche la tradizione celtica, forse la prima popolazione a dare una importanza fondamentale e quasi esclusiva ad armi corte assimilabili alla spada. Oltre ad inventare uno stile personale di confrontarsi con gli avversari, i celti seppero circondare il combattimento e, soprattutto le armi utilizzate, di un'aura mistica che favorì specialmente nel VI secolo d.C. la nascita di una serie di leggende, molte delle quali, quella di Excalibur ad esempio, conosciute in tutto il mondo.

IL XIX SECOLO E LA DIFFUSIONE DELLA "SCHERMA DA SALA"

Il 19° secolo vede il rafforzarsi ed il meglio definirsi delle scuole nazionali. Nel frattempo comincia a calare l'attenzione nei confronti degli aspetti violenti della scherma e ne vengono riscoperti ed esaltati quelli maggiormente legati alla ricerca interiore e all'arte e al divertimento. Gradualmente, si comincia a parlare seriamente di scherma come gioco sportivo: lo scopo non è più quello di uccidere o ferire l'avversario, ma semplicemente di batterlo utilizzando regole comuni. Questo concetto, nato parallelamente alla nascita del fioretto e inizialmente, pare, ad appannaggio esclusivo di annoiati nobili francesi, va velocemente diffondendosi.

 

Nell'Ottocento, anche se il ricorso ai duelli al primo e all'ultimo sangue è frequentissimo, comincia a diffondersi la cosiddetta "scherma da sala", una scherma esclusivamente ludica che vede il fioretto come arma principe e raccoglie sempre più ampi consensi, pur facendo storcere il naso ai puristi della scherma marziale. Sorprendentemente è di questo secolo il primo tentativo di dotare gli assalti di un sistema elettrico di segnalazione dei punti (precedentemente si usavano altri espedienti per verificare la "materialità" della stoccata, come ad esempio il ricorso a coloranti sulle punte dei fioretti). Pare infatti che il primo sistema elettrico venne dimostrato (con scarsa fortuna) nel 1840 da monsieur Robert Houdin (il padre della "magia moderna" dal quale prese il nome, circa sessant'anni dopo, il ben più noto Erik Weisz, al secolo Harry Houdinì). Ci riprovarono dapprima il belga M. Jongen nel 1885 e successivamente Muirhead Little nel 1896 a Londra. La proposta si basava, tra l'altro, sull'utilizzo di un giubbetto elettrico molto simile all'attuale, ma l'iniziativa fu derisa dai Francesi e il sistema fu nuovamente rigettato. Si dovette aspettare il 1935 perché in occasione dei Campionati Mondiali di Losanna venga nuovamente sperimentato con successo il sistema elettrico di segnalazione (per la spada), addirittura il 1957 per l'approvazione ufficiale della FIE per l'utilizzo del fioretto elettrificato e, ancora più incredibile, il 1988 per l'elettrificazione della sciabola.

Sul finire del 19° secolo anche la sciabola, la terza ed ultima specialità della scherma sportiva, comincia ad essere considerata un'arma sportiva. Pur menzionata per la prima volta fin dal 1686 (Marcelli), la scherma con quest'arma di origine ungherese (discende dall'arma utilizzata dalla famigerata cavalleria leggera Ussara, la quale a sua volta si era ispirata alle scimitarre ottomane), appare in Europa occidentale solamente nel 18° secolo. La sciabola, fatta per colpire prevalentemente di taglio, rimase inoltre ad appannaggio quasi esclusivo delle scuole militari, in quanto considerata un po' brutale e di scarso utilizzo nei duelli civili.Soltanto sul finire dell'ottocento, soprattutto grazie ai grandi maestri italiani Radaelli e Magrini, la si cominciò a vedere sotto una nuova luce e gradualmente anche la sciabola venne assimilata alle altre due specialità schermistiche sportive.L'evoluzione tecnica della sciabola fu un affare quasi esclusivo tra italiani ed ungheresi, ma curiosamente fu un italiano emigrato in Ungheria (Italo Santelli) ad inventare la tecnica detta Ungherese, che è quella "di polso e di dita" attualmente in uso.

Nel 1861 fu fondata a Napoli la Grande Accademia Nazionale di Scherma che già fin dai primi momenti si rivelò di fondamentale importanza nell'ambito della tradizione magistrale schermistica italiana e nel 1880 fu dichiarata dal Re ente morale ed è fin da allora punto di riferimento centrale della didattica della scherma in Italia. Basti pensare che a tutt'oggi si tratta dell'unico organismo civile che per legge (RD 16.12.1926) e per riconoscimento della FIS ha l'autorizzazione al rilascio dei diplomi di Maestro e di Istruttore Nazionale.

LA CONSACRAZIONE UFFICIALE DELLA SCHERMA SPORTIVA: LE OLIMPIADI MODERNE

Sul finire dell'Ottocento grandi movimenti ideologici si stavano diffondendo: nuove idee didattiche e formative si facevano largo e sempre maggiori fasce di popolazione potevano in qualche modo essere attratte da attività "sportive" o addirittura parteciparvi. Lo stesso concetto di sport ebbe una notevole metamorfosi: movimenti come l'atletismo del barone francese Pierre De Coubertin proponevano uno sport che, ispirandosi al nuovo sistema scolastico fondato dal preside della private school di Rugby, pur educando al sacrificio, alla disciplina e alla responsabilità, non toglieva nulla all'autonomia e alle capacità decisionali del singolo. Lo sport poteva essere quindi un'arma a disposizione di chiunque, da utilizzare per la propria crescita morale, ma non solo, poteva essere anche il mezzo per dimostrare che tutti gli uomini del mondo (per De Coubertin solo gli uomini però: era fortemente contrario alle donne nello sport) potevano avere un interesse comune e perseguirlo utilizzando un linguaggio comune senza dovere ricorrere necessariamente alla guerra.La consacrazione ufficiale delle idee del barone francese, nonostante lo scarso successo delle prime edizioni, fu affidata ai giochi olimpici moderni.

L'inclusione della scherma tra le nove discipline sportive nella prima edizione delle Olimpiadi moderne (Atene - 1896) è sicuramente significativa di quanto ormai questa disciplina si fosse distaccata dalle sue origini marziali. In quell'occasione si svolsero tre gare di scherma (tutte maschili): una di fioretto, una di fioretto per maestri ed una di spada. Il numero degli schermitori fu veramente esiguo: una quindicina tra tutte e tre le gare, dei quali nessun italiano (due italiani si erano iscritti ma non riuscirono a partecipare), ma ormai la nascita della scherma sportiva (che non a caso alcuni chiamano anche "scherma olimpica") era sancita a livello mondiale.

Curiosamente in questa edizione e nella successiva, esclusivamente per la scherma, fu concessa la deroga alla partecipazione dei professionisti: infatti i maestri di fioretto (1896 e 1900) e di sciabola (1900), pur gareggiando in una categoria a parte, poterono prendere parte ai Giochi.Si trattò di una deroga veramente speciale vista l'assoluta fermezza di De Coubertin nel voler accettare alle Olimpiadi soltanto sportivi dilettanti.La prima partecipazione italiana alle Olimpiadi fu in occasione della seconda edizione, quella del 1900 di Parigi e coincise anche con la prima medaglia (d'oro) delle oltre 100 vinte dall'Italia in questo tipo di manifestazione e anche con l'introduzione nelle specialità olimpiche della sciabola. Fu Antonio Conte che nella gara di sciabola per maestri battè l'ex connazionale (era emigrato in Ungheria) Italo Santarelli.

 

 

La diffusione della scherma in più ampi strati della popolazione contribuì all'evolversi dell'associazionismo sportivo e alla nascita di un organismo coordinatore nazionale: quella che oggi prende il nome di Federazione Italiana Scherma. Dopo un tentativo senza successo effettuato a Pavia nel 1903, il 3 giugno 1909 venne costituita a Roma la Federazione Schermistica Italiana. Una apposita Commissione, venne incaricata di redigere lo statuto della nuova Federazione (che operava tra l'altro la distinzione tra maestri e dilettanti) che fu approvato nel giugno 1910. Il 1909 coincide anche con il primo campionato italiano (solo maschile però: bisognerà aspettare il 1928 per il primo femminile dedicato comunque esclusivamente al fioretto).Il 5 ottobre 1923 il nome venne modificato in Confederazione Italiana di Scherma (CIS). Dieci anni più tardi, nel 1933, la denominazione divenne quella attuale.

EPILOGO

Da molti secoli gli uomini hanno cercato di perfezionare l'efficacia, l'etica e la filosofia dei gesti, innumerevoli trattati sono stati redatti, molte scuole sono state aperte. Scuole e trattati che sono attualmente oggetto di studio presso le odierne associazioni di scherma storica.L'epopea della scherma sportiva parte sul finire del XIX secolo attingendo ovviamente ad ampie mani dalla tradizione marziale del combattimento all'arma bianca di diversi paesi europei.Da allora molte sono state le innovazioni tecniche e ciascuna ha modificato notevolmente il modo di tirare: senza inoltrarci nelle troppe novità didattiche e metodologiche che alimentano costantemente l'accesissimo dibattito tra fautori della tradizione e quelli dell'evoluzione, si può pensare alle innovazioni più propriamente tecnologiche. Ad esempio l'introduzione del sistema elettrico di segnalazione delle stoccate che ha reso specialità come fioretto e sciabola molto più atletiche e spettacolari di un tempo. L'eliminazione del sensore nella sciabola. E come non menzionare le recenti e molto criticate modifiche dei tempi di segnalazione dei colpi nel fioretto e nella sciabola (abbassamento dei tempi del colpo doppio e l'innalzamento, nel fioretto, del tempo minimo di impatto della punta sul bersaglio), modifiche che, se nella sciabola (è opinione di alcuni) hanno reso più facile l'arbitraggio riducendo di un gran numero i colpi doppi, nel caso soprattutto del fioretto, hanno (purtroppo) completamente stravolto la sua natura "convenzionale" rendendolo simile per certi versi alla spada. Nuove proposte sono state introdotte a livello sperimentale come l'introduzione, per ora solo nella sciabola ad alto livello, delle maschere con visiera trasparente e dell'eliminazione dei rulli (il sistema di cablaggio tra atleta ed apparecchi di segnalazione). Di altre ulteriori proposte relative al fioretto se ne parla da tempo (ad esempio la gorgiera e la parte alta del braccio armato come bersagli validi, l'eliminazione della segnalazione del bersaglio non valido).

La scherma sportiva è in continua evoluzione e fermento e questo sicuramente la rende uno sport vivo, ma a mio avviso alcune scelte prese ultimamente sono piuttosto opinabili: se tante delle innovazioni descritte vanno nella direzione accettabile (rendere più agevole la pratica da parte degli atleti, facilitare gli arbitri nella formulazione del giudizio o, ancora, aumentare la spettacolarità degli incontri), tante altre, soprattutto alcune di quelle studiate per rendere più comprensibili le regole del gioco da parte degli spettatori, stanno a mio avviso facendo del male alla scherma: non credo che alla FIDE (la Federazione Internazionale Scacchi) si sognerebbero mai di cambiare il movimento del "cavallo" per renderlo più simile alla dama e quindi più comprensibile. Perché quindi la FIE sta facendo di tutto per rendere il fioretto simile alla spada? E soprattutto a che pro visto che la spada, specialità di comprensibilità sicuramente istintiva, non ha un maggior numero di spettatori rispetto a fioretto e sciabola.

Forse la soluzione non sta tanto nella comprensibilità delle regole, quanto nelle strategie promozionali sia nel settore giovanile che in quello adulti, perché la scherma, una volta provata, è difficile abbandonarla.

 

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MERCOLEDI  17:00-18:30

GIOVEDI  17:00-18:00 (preparazione atletica)

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LUNEDI  18:00-20:00

MERCOLEDI  18:00-20:00

GIOVEDI  17:00-18:00 (preparazione atletica)

Agonisti

LUNEDI  18:30-20:30

MARTEDI  18:30-20:30

MERCOLEDI  18:30-20:30

GIOVEDI  18:30-20:30

(preparazione atletica martedì 19,30-20,30 e giovedì 18,30-19,30)

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